don Mauro Baldi (1970-1996)

Don Mauro Baldi è stato il primo parroco di Oste. Da cappellano presso la parrocchia di Montemurlo, già da parecchi anno, prima che il territorio di Oste fosse eretto a parrocchia, don Mauro aveva prestato servizio presso la cappellina ubicata in via Oste. Con il 1970, il vescovo Mons. Longo Dorni decise, visto il rapido sviluppo della popolazione ostigiana, di erigerne il territorio a parrocchia. Don Mauro ne divenne parroco e nel giro di poco tempo iniziò subito a progettare la costruzione della nuova chiesa. Trasferito a Quarrata ne è stato parroco per 15 anni, fino alla sua morte; in sintesi:

14 ottobre 1939 Nasce alla Ferruccia (PT)

29 giugno 1962 Ordinazione sacerdotale

1962-1968 Vice Parroco a Montemurlo

1968-1970 Parroco a Bardalone

1970-1996 Parroco di Oste

15 novembre 1996 Nominato parroco di Quarrata

30 agosto 2011 Muore a Quarrata

 

Di seguito l'omelia che l'allora vescovo di Pistoia, Mons. Mansueto Bianchi, pronunciò al funerale.

 

UN GIGANTE CHE LA SOFFERENZA HA FATTO CRESCERE
FINO A FARLO DIVENTARE BAMBINO

 
E’ sempre difficile dar voce alla vita. E’ sempre difficile raccogliere il cuore e le mani di un uomo, i suoi giorni, in poche stentate parole. Ancora più difficile è interpretare i sentimenti di un popolo: quello che stamani circonda il corpo del nostro fratello don Mauro.
 
Dirò semplicemente così: un fatto straordinario è accaduto tra noi: la sofferenza ha preso per mano un gigante e lo ha fatto crescere, fino a diventare bambino. Bambino secondo il Vangelo.  “Se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli ”.
 
Don Mauro era un gigante: lo era per la statura fisica, lo era soprattutto per il suo percorso di vita, per la quantità e l’intensità delle attività che svolgeva. Ripercorriamola questa sua vita, anche solo elencativamente, come vedendo dall’ alto, sinteticamente, il cammino percorso.
 
L’inizio del Ministero a Bardalone. Per 26 anni ad Oste, curando anche le Parrocchie di Tobbiana e Fognano. Per 15 anni a Quarrata, assumendo in successione di tempo anche le parrocchie di Santallemura, Lucciano, Buriano, Violina con l’incarico di Vicario Foraneo del Vicariato del Piano.

E a Quarrata il moltiplicarsi dei servizi e delle attenzioni verso i bambini, i giovani, gli anziani, i poveri. Sarebbe davvero lungo l’elenco delle iniziative e delle strutture da lui fondate, se volessimo ricordarle tutte!

Si aggiunge la cura degli ambienti, degli immobili, perché le parrocchie potessero esprimere il loro servizio con dignità e valore. E poi l’impegno principale, la fatica più dura e più bella: il servizio alla gente, l’incontro con le persone, la visita alle famiglie, la vicinanza ai malati ed alle mille forme di sofferenza, spesso nascoste o non riconosciute. E il ministero sacerdotale della parola, dei Sacramenti, dell’ impegno educativo.
 
Davvero un gigante: un gigante della fatica, del servizio, un gigante della fedeltà quotidiana alla sua gente, alla sua chiesa di Pistoia, ai fratelli Sacerdoti. Lasciate che lo dica, semplicemente, così com’è: un gigante dell’ amore !
Poiché una mole così grande di lavoro e di fatica non è pensabile se non come un atto dilatato di amore.

Dietro un carattere austero e riservato, dietro un parlare breve e talora brusco, dietro l’impegno assillante di seguire personalmente ogni cosa ed ogni vicenda ci stava sorprendentemente questo: una enorme capacità di amare, di voler bene alla gente, di rispondere alle attese ed alle speranze di tutti lasciando che le sue grandi mani traducessero in fatti, in opere, la profondità e la semplicità del suo cuore.
 
Ecco il gigante don Mauro che per lunghi anni tutti abbiamo incontrato, conosciuto, apprezzato.
 
In questi ultimi anni qualcosa di straordinario è accaduto in lui, e noi ne siamo testimoni: la sofferenza lo ha preso per mano e lo ha fatto crescere fino a diventare bambino, un “piccolo” per il Regno di Dio.
 
Tutto iniziò 4 anni fa, durante la benedizione delle famiglie, con una telefonata all’ amico medico: “ci deve essere qualcosa che non va, perché non ce la faccio più, non reggo la fatica. Vieni”.
 
Cominciò così il suo calvario, in un’alternanza di riprese e ricadute, di gemito e di speranza. Ma sempre, sempre, il cuore era qui, nella sua Quarrata in mezzo alla sua gente, e qui subito voleva tornare non appena poteva allontanarsi dai ricoveri e dagli Ospedali. Fino agli ultimi giorni, fino all’ultima sera, al suo posto, qui, in mezzo a voi.
 
E ricordo l’ultimo incontro, l’ultimo colloquio, poche ore prima della morte. Mi diceva con il fiato spezzato “non riesco più a fare nulla, non riesco a leggere, non riesco a parlare, non riesco più neanche a pregare”.

Ed io guardavo, ammirato ed anche impaurito, l’opera di Dio in quell’uomo, guardavo il gigante diventato bambino. A lui che tanto aveva operato, diretto, organizzato, servito, Dio ora chiedeva di spogliarsi di tutto, di lasciarsi semplicemente avvolgere nell’ abbraccio della Croce, come un bimbo che ha come ultima ed unica ricchezza l’abbraccio di sua madre.
 
L’abbraccio di sua madre è l’ultima cosa che voglio dirvi.
 
In realtà don Mauro l’aveva sempre avuta, come costante della sua vita e delle sue opere, questa spiritualità evangelica del “piccolo” e del “bambino”. Essa si manifestava fino all’evidenza, nel suo amore verso la Madonna.
Tutti voi, sorelle e fratelli di Quarrata, lo potete dire più e meglio di me, cosa ha significato la Madonna, soprattutto la Madonna di Lourdes, nella vita di don Mauro. E’ stata davvero il suo spirituale riposo nella fatica, il porto della quiete nelle tempeste, la stella di tutto il suo cammino.
 
In questo ultimo passo è a Lei che noi l’affidiamo, alla Madonna di Lourdes, alla Vergine del Magnificat, il canto dei poveri, dei piccoli di Dio, perché prenda per mano questo suo figlio, questo gigante cresciuto fino a diventare bambino, e lo conduca e lo consegni all’ abbraccio misericordioso e beatificante del Suo figlio Gesù.
 
+ Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia,
Quarrata, 1 settembre 2011.
 
Indirizzi di saluto a don Mauro:
 
CI MANCHERA' LA SUA GUIDA
Umberto Colaone, Commissario Comitato Croce Rossa di Quarrata
 
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MAURODON DUE002Quarrata piange per la scomparsa di Don Mauro.
Ci ha lasciato un profondo senso di vuoto, perchè tanta era la grandezza di quest'uomo che ha saputo dare molto a tutti, pur essendo ormai da tempo provato e stremato dalla sua malattia. Don Mauro ci ha insegnato cosa sia la vera “socialità”, vissuta a stretto contatto con tante persone in stato di sofferenza e di bisogno, espressa in iniziative concrete a loro servizio.
Poteva apparire talvolta come un sacerdote un pò schivo di parole, ma sempre pronto a sorridere a chiunque avesse bussato alla porta della sua abitazione per chiedere aiuto, conforto e soccorso. Ci mancherà la sua guida spirituale, esempio da seguire nel mondo quotidiano del volontariato attivo a cui noi apparteniamo.
Per questo motivo, a nome di tutti i volontari della Croce Rossa di Quarrata, voglio dedicargli una poesia, che rispecchia sicuramente quello che anche lui ci avrebbe detto di fare nello sconforto di questo momento di perdita:

Se mi ami non piangere!

Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.

Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.

Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
al confronto. Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.

Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!

Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!

padre G. Perico - Sant’Agostino


 

"QUELLA CHIESA, SEMPRE APERTA"

Vania Pratesi
 
La presenza di don Mauro come parroco di Santa Maria Assunta è, per me, legata a due sue scelte: la recita delle lodi con, durante la quotidiana celebrazione eucaristica, una breve ma intensa riflessione.
E poi la decisione, davvero bellissima, di tenere la chiesa sempre aperta.
Grazie, don Mauro
 

 
"QUANDO STACCO' UN RAMETTO DALL'ULIVO"
Mariarosa, responsabile Oami casa-alloggio per disabili adulti di Quarrata. 

DON MAURO BALDI001 20110830Ero appena arrivata qui quattro anni fa: per la fine di ottobre un uomo vigoroso vangava l'orto proprio davanti alla terrazza dell'Oami. Visto da una figlia di contadini ci sapeva fare. Venne spontaneo salutarlo a gran voce, ci sorrise in riposta con la mano tenuta sugli occhi, in controluce. " Chi è quel signore?" domandai. "Come chi è: quello è il preposto, Don Mauro!"

A sorpresa la domenica dopo, a fine messa, in chiesa, ci restituì dall'altare quel: "Ciao" che gli avevamo dato insieme dal terrazzo. " Vogliamo contraccambiare il saluto ai ragazzi dell'Oami" disse, sorridente, nel microfono: "Buona domenica!"

Cominciò così il tempo che lo conoscemmo. Era un pilastro della comunità: tutti lo conoscevano e lui conosceva tutti. Organizzatore nato, accentratore puro e anche un bel "caratterino", mi dicevano. Tutto vero, per carità e lo imparai in seguito. Ma io ho conosciuto solo un uomo dolcissimo, la sera di due mesi dopo in cui ho infilai la sua porta d'istinto; perchè non andava bene, non andava bene per niente e non sapevo e non volevo nessuno a cui parlarne.Non disse una parola, mi tenne solo la mano tutto il tempo sopra la scrivania della sua canonica, dicendo: "Lo so", ogni volta che iniziavo una frase. Alla fine fu uno dei motivi della mia decisione di restare.

Cosa che non mancavo mai di rimproverargli per scherzo quando ci si incontrava. "La sua è una vocazione" - gli dicevo - "Io invece sono solo un'incastrata: non è giusto!" Lui rideva: "Se non è presunzione questa, come la chiami sorella?"

Aveva un pudore dei sentimenti raro, e lo nascondeva dietro un consapevole senso di autorità del suo ruolo che esercitava senza problemi. Si faceva quel che voleva lui, e preferibilmente subito. Io che non ne ero capace, lo invidiavo e glielo dicevo.

Senza essercelo mai detto si condivideva la difficoltà di avere un ruolo pubblico pur non essendoci tagliati, causa un'imbarazzante timidezza privata. Avevo la sensazione che indossasse con tranquillità la sua "corazza", e che però fosse per lui un gran sollievo il potersene liberare in qualche momento.

Legatissimo alla madre, la sua malattia cominciò a manifestarsi proprio dopo la sua morte, e all'inizio mi sembrò solo la conseguenza della dura fatica che si era assunto di assisterla personalmente. Aveva una venerazione per le sue madri: quella naturale, e quella di Lourdes ai cui pellegrinaggi non mancava mai coinvolgendo tutta Quarrata. Ed era riuscito a stabilire un legame persino con la mia, che ogni tanto mi diceva al telefono: "Glielo dici che prego per lui? Mi raccomando eh, diglielo...". Gli faceva piacere.

Certo i suoi meriti pubblici son tanti, ma io preferisco ricordare il prete che venne qui a benedirci la casa-alloggio e siccome s'era scordato lo strumento religioso, staccò un rametto dall'albero d'ulivo ed usò quello per benedire noi ed uno dei nostri ragazzi che era allora in grave pericolo di vita. Quando guarì e fu un mezzo miracolo, mi ricordai di quel commovente rametto d'ulivo.

Preferisco ricordare di quando venne a celebrare nella nostra cappella una delle sue ultime Messe e gli dissi di un'altra ragazza ormai in fin di vita con problemi gravissimi, che voleva una benedizione. Mi toccò prenderlo per le spalle e bloccarlo perchè si stava già avviando alla sua stanza, quando mi ricordai che nelle sue condizioni anche il contagio più lieve dei virus sarebbe stato un disastro per lui. Perchè lui no, lui non se ne era ricordato.

Mi piace ricordare il suo sguardo che andava all'altro capo del suo studio quando si accorgeva d'essersi lasciato sfuggire una parola di troppo sulla sua stanchezza o i suoi problemi, e di come lo imitavo guardando rigorosamente nella stessa direzione perchè non si accorgesse che me ne ero accorta. Se ne accorgeva sempre.

E l'ultima volta in cui ci incontrammo sul marciapiede, e mi disse spontaneamente: "Non va bene, non va per per niente bene, Mariarosa". A me, che sapeva non gli domandavo mai nulla per paura della risposta. Mi si riempirono gli occhi di lacrime incontrollabili. Mi piace ricordare che in risposta, lui piegò leggermente il capo di lato, con una faccia che diceva: "Eh, ma che lagna che sei!". Sì, sono una lagna, Don Mauro; è che è dura piangere da sola.

  


 
"CI HA AIUTATO A ESSERE AUTONOMI"
Ettore Marziale, referente Centro Ascolto Caritas Quarata

Vorrei/vorremmo ricordare con affetto e stima il nostro parroco don Mauro Baldi per tutto il suo operato. Il centro Ascolto Caritas nasce nel 2007 proprio per sua volontà per dare un aiuto e sostegno concreto alle famiglie in difficoltà. Inizialmente abbiamo avuto diversi problemi operativi derivanti molto spesso dall'inesperienza ma caratterizzati da un forte senso del dovere e rispetto verso le persone che vivono un momento di disagio.

Nei momenti più difficili don Mauro ci ha supportato in modo esemplare dandoci consigli, facendoci capire che il percorso della Vita è lungo e difficile, ma con la consapevolezza che gli obiettivi di qualunque tipo siano si raggiungono passo dopo passo facendo maturare lentamente la nostra personalità così da renderla forte nei momenti più difficili.

Molte volte lo aspettavamo agli incontri settimanali per pianificare il lavoro del Cda, ma lui non si presentava. Crediamo adesso che tutto ciò fosse un modo per responsabilizzare il nostro operato. Ora, infatti, nonostante le problematiche di routine, il Cda è operativo in modo ideale: con un Centro di Ascolto, un Centro di distribuzioni viveri e vestiario.

Analizzando in modo semplice l'esperienza vissuta con don Mauro, posso dire che è stata molto formativa nei miei e nei confronti di tutti i volontari operanti; in un certo senso si può dire che è stato un padre vecchio stampo. Per la serie:"quando era un no, era un no". Ma era un “no” educativo, magari poi con il tempo diventava un “si”: conquistato e accettato con grande rispetto, senza fare passi troppo lunghi. Piano piano ci ha aiutati ad avere una nostra autonomia operativa di tutto rispetto sia con le persone della comunità, sia con le Istituzioni locali.

Grazie, don Mauro che ci hai insegnato a rispettare gli ultimi e a dare valore alla Vita, a rispettare e a capire che ogni unomo ha una dignità, a farci capire che l'Amore di Dio è immenso. Adesso, da lassù, guidaci con la tua saggezza.

Grazie di cuore da tutti i volontari del Centro Ascolto e Accoglienza Caritas S.M.A. Quarrata.

 


 

"VIDI UN UOMO SUL TETTO. ERA DON MAURO"
Sabrina Sergio Gori, sindaco di Quarrata (dal blog)

Dopo quasi 15 anni di servizio alla Comunità di Quarrata, Don Mauro è tornato alla casa del Padre. Ha vissuto con fede e con forza un lungo cammino di sofferenza, che l’ha prostrato solo nel fisico, dimostrando sempre coraggio nell’affrontare una vicenda dolorosa, che lui conosceva perfettamente: sciorinava i numeri dei suoi globuli bianchi e delle sue piastrine insieme ai nomi dei farmaci, consapevole della lotta impari con una malattia impietosa.

Don Mauro è stato un tenero figlio, che ha adorato e rispettato fino alla fine sua mamma, una donna combattiva, che gli ha trasmesso la fede e il rispetto dei valori profondi che lo hanno accompagnato tutta la vita.

Era devoto alla Madonna di Lourdes, a giugno è riuscito ad andare per un’ultima volta in pellegrinaggio in Francia: trasmetteva la tenerezza del suo amore per Maria, che lui pregava sempre con dolcezza filiale. Lo rendeva felice il silenzio della Grotta, dove scorre lieve lieve un filo d’acqua, testimone della presenza di un Amore infinito che accarezza i cuori.

Questa spiritualità era accompagnata da un vigore infinito nell’affrontare le cose di tutti i giorni con uno spiccato senso organizzativo, che ognuno di noi può vedere nelle opere realizzate negli anni e che restano alla Comunità. Basta ricordare il chiostro, i locali del Centro anziani, i lavori alla Parrocchia di Santallemura, tanto per citarne alcuni.

La Chiesa di S. Maria Assunta è stata restaurata completamente, dal tetto fino ai quadri dell’interno. Ricordo un episodio curioso: una mattina passando davanti all’edificio parrocchiale intravedo un uomo sul tetto. Era lui, a controllare che i lavori procedessero bene, con la sua consueta puntigliosità! Così ha realizzato tante opere e organizzato le tante attività che negli anni hanno animato la vita della parrocchia, interventi con i quali ha rivoluzionato la vita comunitaria.

Ogni estate organizzava l’Oratorio, appuntamento fisso per centinaia di ragazzi che stavano insieme, interiorizzando valori che ci auguriamo portino dentro per sempre: l’amicizia, la solidarietà, l’amore per il prossimo, la fede in Gesù, insieme al bisogno di non fermarsi mai alla superficie delle cose. Dopo il saluto che ho portato all’ultima edizione di questo importante momento educativo, Don Mauro mi ha regalato una immagine con una scritta: “la carità non ha ore”. Non esiste un orologio in cielo e se esiste non segna certamente i nostri orari. Questa è l’ultima lezione di Don Mauro ai suoi ragazzi ed è stata un’ultima lezione d’amore.


 

"COME IL SASSOLINO NELLA CARNE DEL MOLLUSCO"
Federica Drovandi

Caro don Mauro, la malattia ti è entrata dentro come il sassolino nella carne del mollusco che poi, pian piano, si trasforma in perla. Questo sassolino fastidioso e doloroso ha fiaccato un po' le tue incredibili energie vitali, ma non ha mai spento il tuo amore per noi, per l'intera comunità di Quarrata.

Il sassolino-malattia cresceva, non ti ha mollato più, piegandoti forse nell'unico difetto che avevi: quello di essere accentratore, costringendoti a delegare di più. Così pian piano la malattia ti ha lavorato come oro nel crogiuolo, come la carne tenera e fragile del mollusco si trasforma nella pietra forte, stabile e lucente della perla.

Sì don Mauro, sei davvero luce per noi !

Luce riflessa che viene dal Cristo e luce che viene dal tuo esempio: mitezza nell'affrontare le sofferenze, ma soprattutto una vita spesa per gli altri, che non si è risparmiata neanche negli ultimi sprazzi di energie.

Come il Cristo è testata d'angolo della Chiesa Universale, tu Mauro rimarrai una pietra fondamentale nella costruzione della nostra parrocchia. Non possiamo che dirti: grazie! E che la luce di Cristo t'invada completamente.
 

 


 

"IL CORONAMENTO DI UN CAMMINO CHE DOBBIAMO PERCORRERE"
Emilioenrico Mascagni
 

Resta sempre difficile trovare il modo e le parole per esprimere la perdita di una persona cara.
Da uomo di scienza medica, riconosco che la morte è il naturale processo biologico al quale prima o poi tutti dobbiamo arrivare. Da uomo di fede vivo nella speranza che sia il coronamento di un cammino che dobbiamo percorrere. Cammino che don Mauro ha saputo, seppur nella Sua "crudezza", farmi assaporare, accompagnandomi sia nei momenti felici che in quelli bui dello sconforto.Vivo rimmarrà in me il suo ricordo e viva sarà per me la sua presenza costante ed i suoi insegnamenti.




 
"E' UN GIORNO TRISTE"
Francesco Convalle
presidente Misericordia Quarrata
 
E' un giorno triste questo, pieno di ricordi. Socchiudendo gli occhi vedo quest'uomo forte, che cammina a grandi passi, venirmi incontro: forte ... burbero ... schivo ... buono ... capace... 
E' un giorno triste, quell'uomo non c'è più e ci manca già molto.

 



 

"LA SUA FEDE LO TRAVOLGEVA"
Luigi Vangucci, medico
 

Don Mauro ha combattuto fino all'ultimo respiro, come era abituato a fare nella sua vita di uomo e di prete. A Lourdes, ogni anno con i suoi 200 pellegrini, la sua fede lo travolgeva e la comunicava a tutti noi. La sua devozione alla Madonna lo trasformava, lo addolciva, e i suoi pellegrini erano trascinati sulle vie dello spirito.

Lo ricordo instancabile anche dopo l'inizio della malattia, più che mai quando questa lo lasciava un po' in pace. Ricordo le lunghe e appassionate conversazioni lungo il viaggio e affiorava l'uomo sensibile e a volte fragile sempre profondamente e umanamente saggio.La mia testimonianza al seguito del suo popolo è di immediato coinvolgimento nella sua esperienza mistica.


 

 "PORTO' LA CONTEMPLAZIONE SULLE STRADE DELLA VITA"
Luigi Durante, insegnante in pensione
 

Chi si avvicina a don Mauro non deve fermarsi ad osservare la corteccia, ma deve mirare lo sguardo in profondità non ricorrere a immagini fisse o possedute ma a concetti di ricerca, di inquietudine, di tensione.
Da quando don Mauro ha scoperto la sua malattia: ha accettato il suo dolore e se lo è preso tutto, l'ha stretto a sé con gelosia, non ha accettato conforti da uomo o da cuori umani.

Alle sofferenze degli altri ha dichiarato guerra, ha cercato di scovarlo nelle pieghe più segrete del prossimo per addolcirlo con la carità. I suoi padroni sono quelli che noi chiamiamo gli ultimi: disabili, poveri, anziani, malati. Dedicarsi ai bambini è stata la gioia e l'impegno più grande. La scuola materna "Bargellini" è stata la perla preziosa del suo impegno quotidiano, tanti sacrifici e rinunce, era per lui un vanto e un onore! La gioventù è stata il suo sogno, il suo impegno assillante. Gli anziani che nel sentirsi utili trovano in don Mauro conforto e sprone e modello di vita interiore.

Le altre attività pastorali condotte da don Mauro sovrabbondano di contemplazione: attraverso il sacramento della penitenza o attraverso il dialogo pastorale, pronto a guidare le persone nella via del Vangelo, a confermarle nei loro sforzi, a rialzarle se sono cadute, ad assisterle sempre con discernimento e disponibilità.

L'uomo della fatica, instancabile apostolo, tracciava il solco per fare procedere la Comunità verso il Signore. Ci trasmetteva, come meglio poteva, il Vangelo dopo averlo lui stesso contemplato. La sua è stata una "contemplazione operante" perché solo allora "l'anima è profonda e fecondatrice". Tutti i giorni ci faceva ascoltare il Vangelo e ce lo commentava in modo profondo.

Portò la contemplazione sulla strada della vita, perché l'esistenza divenisse offerta viva, sacrificio vivente davanti a Dio.
Don Mauro è stato uno spirito contemplativo attivo, convinto che la santità non consiste solo nella contemplazione, nella sapienza, nello studio, nella fortezza e neppure nell'azione.

Attivissimo e men meno nel complesso delle virtù cristiane, ma nella carità di Cristo, don Mauro attento a tutte le iniziative pastorali: dal catechismo ai bambini, il servizio ai poveri e agli ammalati; sempre presente in mezzo alla gente; non si è mai risparmiato: "usque ad sanguinem"!  Ci insegna che il messaggio evangelico va tradotto nella vita quotidiana, con infinita pazienza, con fermezza, con energia e tatto.

 



 

 

"CI MANCHERA'. ANCHE QUEL SUO SORRISO"
Renata Fabbri

Non è facile mettere per scritto il ricordo di una persona dal fare schivo e riservato che, allo stesso tempo, era capace di vicinanza e grande umanità. Don Mauro, uomo del fare, sempre in movimento, pronto a cogliere ogni occasione per testimoniare con i fatti la propria missione, ci mancherà. Mancherà quella sua presenza discreta che invitava a riflettere e incoraggiava ad affrontare le sfide. Mancherà soprattutto quel suo sorriso che accoglieva, quel suo essere saldo nelle proprie radici, quella sua fermezza nella fede che invita a incontrare Cristo ogni giorno nella faccia dell'altro, dell'ultimo.

Continuerà a darsi da fare per noi tutti anche laddove, in pace, è andato.


 

MOVIMENTO PER LA VITA: "CI HA AIUTATO A CRESCERE"
la presidente ed il vicepresidente Elisabetta Michelozzi e Luca Betti 

Il Centro di aiuto alla Vita ed il Movimento per la Vita di Quarrata sono immensamente grati a don Mauro, con tutto il cuore, per il supporto e la vicinanza con cui ci ha sempre sostenuto. Ci ha aiutato a crescere e a farci conoscere partecipando all’organizzazione di tutte le iniziative a favore della vita nascente come le Sante Messe in occasione della Giornata per la Vita, le conferenze sui temi della tutela della vita, le raccolte alimentari.

E’ stato un sacerdote, che nel ricordare alla sua comunità le povertà del mondo e della nostra società, ha riconosciuto, anche nel bambino non ancora nato, un povero, il più povero di tutti.  L’ultimo incontro di preghiera, organizzato con lui e con tutto il volontariato della zona, a favore della vita, lo ha visto particolarmente attento e vicino ai bambini che nascono con problemi di salute, ai feti terminali e alle loro famiglie.

Ci ha aiutato anche nel lavoro di sostegno a SOS VITA, numero verde nazionale che supportiamo da Quarrata da circa 8 anni. Il numero verde SOS VITA 8008-1300 è attivo H24 ogni giorno e ci permette di aiutare tante donno a rischio di abortire, a proseguire nella loro gravidanza.

In una società povera di valori, don Mauro ha saputo dare un contributo importantissimo, ricordando a tutti che il primo dei valori è la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale. A nome di tutto il Movimento per la Vita e del suo presidente nazionale, onorevole Carlo Casini, di tutte le nostre volontarie e dei tanti bambini che ci ha aiutato a salvare dall’aborto: grazie Don Mauro!


 


 

"IL SIGNORE NON ABBANDONA"
suor Angela Anoè

Ho appreso con dolore la notizia della scomparsa del carissimo pastore buono don Mauro Baldi con il quale ho collaborato per lunghissimi anni. Cosa poter dire in questi momenti di smarrimento?

Nessuna parola umana è capace di lenire il dolore di tutti noi colpiti negli affetti più cari. Don Mauro meritava tutta la nostra stima sia per le sue, non comuni, doti umane sia per la sua capacità di raggiungere ogni persona.

Sappiamo che il Signore Gesù non abbandona coloro che confidano in Lui. La fede nella Resurrezione rimanga sempre nella nostra Speranza. Auguriamoci di continuare a vivere nella gioia come don Mauro ha sempre desiderato per tutti noi.


 

"NON STAVA MAI TROPPO FERMO"
Maria Cristina Tognelli

Essendo nella parrocchia, ho visto tanto di quello che don Mauro ha fatto per Quarrata. Prima di tutto le migliorie a livello di ristrutturazione della canonica, delle stanze per la catechesi, il centro anziani con il diurno, l'impegno per seguire l'Oami perche' non fosse una realta' di disabili staccata dalla parrocchia, il continuo tenersi aggiornato per il centro aiuto alla vita, dove parrocchiani collaborano.

E poi il centro ascolto e caritas che naturalmente e' nato per le grandi difficolta' del nostro tempo. E poi mandare avanti una parrocchia con tante problematiche, molti ministri dell'eucarestia per seguire gli ammalati, il contatto continuo con le associazioni presenti nel territorio.

Ancora: tanto amante di Maria immacolata, ogni anno  - e anche questo prima di aggravarsi  - e' ritornato a Lourdes, appuntamento annuale che gli dava una carica eccezionale. Vi dedicava molto tempo per la preparazione e perchè i pellegrini tornassero soddisfatti e ricaricati dall'Amore di Maria e sopportassero meglio le croci della vita.

Quando era il momento della processione di Gesu' morto nel venerdì Santo, ecco che metteva in moto tante e tante persone che con Lui si preparavano perche' non fosse una processione a livello solo esteriore, ma colpisse l'animo delle persone che la vedevano passare per far loro ricordare che dobbiamo tutto a Cristo Nostro Salvatore.

Infine, dopo che Suor Angela era stata trasferita, seguiva con affetto e impegno tutte le responsabili dell'Asilo a cui teneva in modo particolare. E da ultimo - sperando di non aver tralasciato nulla, ma oggi e' una giornata un po' triste - l'Oratorio: la sua creazione, come faceva - prima di arrivare qui a Quarrata - in quel di Oste.

Doveva sentirsi contornato di ragazzi per stare bene, voleva dare a tutti i giovani il messaggio che Cristo non e' una persona lontana dall'odierno. Ci teneva a ricordare che Lui si trova nello studio, nel gioco, nel rispetto, nella natura. E per organizzare tutto ciò, chiamava i ragazzi piu' grandi e altre persone che potevano dedicare il loro tempo. Iniziavano con questo progetto dalla fine della scuola fino a quando i ragazzi non partivano con le proprie famiglie.

Un sacerdote che non si e' risparmiato. Certo fino a quando la malattia non lo ha fermato. Un grande esempio per tutti. Mancherà a tutti. E lo rincontreremo nel Regno del Padre (scusate se faccio una battuta, però buona) forse a organizzare qualcosa. Perchè lui, don Mauro, non stava mai troppo fermo.


 

"AI PIEDI DELLA SUA MADONNINA"
Alessandro Cialdi

Don Mauro ci ha lasciato ed è tornato alla Casa del Padre. Ci mancherà, ne sono sicuro. Ho ancora negli occhi l’ultimo incontro che ebbi, quindici giorni fa, in una stanzetta sterile dell’Ospedale di Pistoia, dove era ricoverato per combattere il male che l’aveva aggredito e che non gli dava tregua. Era commosso, e ci ringraziava perché, in pieno agosto, avevamo deciso di andarlo a trovare, sospendendo le ferie. Questo era Don Mauro.

In realtà siamo noi, tutti noi, che dobbiamo ringraziare lui per quanto ha fatto per la nostra comunità, per gli insegnamenti dati, per l’impegno profuso nella sua missione di pastore. Quando arrivò a Quarrata, nel 1997 mi pare, fu accolto con una certa circospezione dovuta alla differenza caratteriale dal suo predecessore, l’indimenticabile Don Ciottoli; tanto pacioso e tranquillo era Don Ciottoli, tanto attivo e “immarcabile” era don Mauro.

Questo suo attivismo, superato solo dal suo amore sconfinato verso la Mamma del Cielo, come amava dire lui, è stato il segno distintivo di quest’uomo di smisurata fede. Negli ultimi anni la malattia l’aveva appena appena fiaccato; ma solo nel fisico, perché con la mente don Mauro era sempre un passo avanti a tutti, non riuscivi a stargli dietro.

Ho avuto il piacere di stare con lui anche nel suo ultimo pellegrinaggio a Lourdes, luogo che amava particolarmente, e, nonostante la fatica fisica, era sempre il trascinatore, il primo della fila, il pastore.

Lo voglio ricordare così, sereno e sorridente, alle sei di mattina, celebrare la S.Messa nella grotta della N.S. di Lourdes, ai piedi della sua Madonnina.

Faccio mio il pensiero di una amica: “La misura dell'amore è amare senza misura.” Le parole di San’Agostino riflettono perfettamente la figura di Don Mauro. A Dio, Don Mauro. Ci mancherai.

 


 

 
DA SANTALLEMURA: "QUEL PELLEGRINAGGIO A SANTIAGO"
Marino Meoni
membro del Consiglio Economico Parrocchia di Santallemura

Come potrò non ricordare don Mauro per quanto ha fatto per la Parrocchia di Santallemura! I locali parrocchiali con la nuova canonica e, ultimamente, la ristrutturazione della Compagnia come l'ampliamento della piccola nostra Chiesa, insistentemente da lui voluta, stanno lì a dimostrare la sua audacia per il notevole impegno economico e il suo desiderio di dotare anche la nostra Parrocchia di quanto necessario per l'attività di catechesi e di incontro per la popolazione.

Non finiremo mai di ringraziare don Mauro per quanto ha fatto per noi. Personalmente ricordo il bellissimo pellegrinaggio fatto con lui quattro anni fa, proprio in questio giorni dal 27 al 31 agosto, a Santiago di Compostela e a Fatima, quando volle che io condividessi con lui la sua camera d'albergo.

Fu un'emozione grande per me dormire in camera con lui, con un sacerdote: avevo paura di disturbarlo ma lui mi tranquiiizzava dicendomi che forse sarebbe stato lui a disturbare perché russava. Ma non ricordo di averlo sentito russare...

Grazie don Mauro perr tutto l'affetto e la fiducia dimostratami in tutti questi anni.


 

RICORDANDO DON MAURO ...
I capi gruppo del Gruppo Quarrata1
Alessandro e Ambra Paci

 
La notizia della morte di don Mauro, seppure da tutti ritenuta ormai inevitabile, ci ha colti di sorpresa.  La figura stessa di don Mauro, il suo carattere, il suo dinamismo non si conciliavano con la possibilità della sua scomparsa, ed ora che è accaduto ci sembra quasi impossibile non incontrarlo più, non averlo più come riferimento.
 
E dobbiamo affidarci solo al ricordo. Il ricordo sarà sicuramente l’unico mezzo per celebrarne la memoria e perpetuarne l’impegno: se gli scout sono a Quarrata, questo si deve a lui.

Fu lui ad accoglierci in Parrocchia nell’ormai lontano 1998, poco tempo dopo esservi entrato come parroco, proprio quando con un gruppo di capi della Comunità Capi Pistoia 1 cercavamo un luogo dove aprire un nuovo gruppo scout.

Senza ipocrisia diciamo che il nostro rapporto non è mai stato “facile”: don Mauro aveva il suo “carattere”, il suo “stile” nelle celebrazioni e nella catechesi, una sua “concezione” della parrocchia; per capirlo occorreva non fermarsi alla superficie delle cose, ma approfondire, cercare il confronto e il dialogo. 
E qui si scopriva una persona profondamente buona, generosa, attiva, inesauribile nelle sue iniziative e nelle proposte e capace anche di dialogare con posizioni diverse dalle sue.

E’ stato un rapporto che aveva delle difficoltà, ma esistono rapporti profondi, sinceri, veri, proficui che non creino anche delle difficoltà ... ? Il rapporto con lui ci obbligava all’approfondimento, all’impegno, allo sforzo di capre le opinioni altrui e questo ci ha fatto crescere.

Ci mancherai don Mauro, ci mancheranno i tuoi richiami, ma anche i tuoi incoraggiamenti, il tuo aiuto competente e sincero; sarà difficile per noi rientrare nelle stanze della parrocchia, nella chiesa e sapere di non trovarti più.
 
E così, ancora una volta, ci hai dato una grande testimonianza: si è preti, si è cristiani fin da ultimo. E tu lo sei stato.

Grazie da tutti noi scout e buona strada

 

Ricordi e testimonianze su don Mauro
sono raccolti grazie alla collaborazione di Renata Fabbri
- animatrice della cultura e della comunicazione -
per conto dell'Ufficio diocesano Comunicazioni Sociali
 

 

72 anni non ancora compiuti, era a Quarrata dal 1996
LA MORTE DI DON MAURO BALDI
I funerali giovedì mattina, nella chiesa dov'era parroco

Pistoia, 30 agosto 2011- Sconfitto dal male con cui conviveva da tempo, nella notte - presso la sua abitazione, a causa di una complicazione polmonare - è morto don Mauro Baldi parroco di Santa Maria Assunta a Quarrata. Era nato alla Ferruccia il 14 ottobre 1939 e venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1962. Il vescovo Simone Scatizzi lo nominò parroco della principale parrocchia quarratina il 15 novembre 1996. Grande e unanime il cordoglio nell'intera comunità ecclesiale e civile.

I funerali, nella chiesa di Santa Maria Assunta, questo giovedì 1 settembre 2011 alle ore 10.

 

Don Mauro Baldi si è spento alle 3.30 di questa notte. Era tornato dall'ospedale giovedi scorso. E' stato assistito dalla sorella in questo periodo. "Fino all' ultimo momento è stato lucido", raccontano coloro che sono corsi nel cuore della notte per stargli vicino. Fatale è stato un repentino peggioramento della patologia lucemica che lo aveva colpito da qualche tempo .
I suoi piu stretti collaboratori ricordano che, nonostante il suo malessere, nei giorni precedenti la morte voleva sapere come stavano andando i preparativi per quella tradizionale festa, a Quarrata, nella quale è coinvolta anche la sua parrocchia " Santa Maria Assunta " .

Don Mauro è stato per 5 anni parroco a Quarrata, nella chiesa di S. Maria ma aveva anche responsabilità pastorale sulle comunità di Buriano, Lucciano, Violina, Santallemura.

Subito dopo l' ordinazione svolse il suo ministero sacerdotale a Bardalone fino al ' 70. Dopo, fino al 1977, fu cappellano a Oste dove divenne parroco di quella comunità. Vi rimase fino al 1996 e in quel periodo segui la costruzione della nuova chiesa .
E' stato anche parroco di Tobbbiana e Fognano, in contemporanea al suo incarico ad Oste. Da dieci anni circa era consigliere del consiglio diocesano per gli affari economici.

Nella sua opera pastorale aveva un occhio di riguardo per il mondo dell' infanzia e per i giovani con particolare impegno e dedizione per la scuola dell' infanzia Bargellini e per l' oratorio estivo dei ragazzi. Aveva una particolare attenzione nei confronti di tutte le persone bisognose e questo è materialmente visibile sul territorio con la realizzazioni di molteplici associazioni da lui volute come Il Centro di Aiuto alla Vita , il Centro d' Ascolto e il Centro Anziani.

"Il suo rammarico - racconta chi è stato sino da ultimo vicino a lui - era vedere i giovani allontanarsi dai sacramenti dopo la comunione, dopo la cresima: vederli assenti alle celbrazioni eucaristiche, vederli dispersi, lontani dalla chiesa. L'amore per i giovani era grande. Nei giorni nei quali era tornato dall' ospedale, seguiva tramite televisione la Santa Messa e faceva notare l' assenza dei giovani e questo gli procurava dolore. Non bisogna dimenticare che era molto devoto alla Madonna, alla Mamma del cielo così l' appellava. Nei 15 anni a Quarrata ha promosso e restaurato la chiesa e la compagnia". 


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